LA TUTELA DEL CREDITO DELL’AZIENDA ITALIANA

ESPORTATRICE IN FRANCIA

 

 

Due delle preoccupazioni maggiori dell’azienda italiana (e ciò a prescindere dalle dimensioni della stessa) che decide d’affrontare un mercato estero per importarvi i propri prodotti sono (o, quantomeno, dovrebbero essere) le seguenti :

 

a) quali precauzioni prendere per evitare il più possibile il rischio che il cliente estero non paghi e per rendere più agevole il recupero dei crediti esteri ?

 

b) se il cliente estero non paga, quali misure e procedure avviare per recuperare il credito ?

 

In questo articolo, mi sforzerò di rispondere a queste due domande, avendo riguardo al solo mercato francese.

 

Ritengo però che alcune delle soluzioni proposte siano adattabili pure su altri mercati.

 

A. PRECAUZIONI DA PRENDERE

 

Anzitutto, vi sono, a mio avviso, due regole generali da osservare:

                                          

1. assumere informazioni commerciali (ottenibili spesso su Internet[1]) circa l’azienda straniera con cui s’intendono avviare rapporti commerciali ;

 

2. non appena si ha il sentore che il proprio cliente abbia delle difficoltà economiche (ed, a maggior ragione, quando una o più fatture siano già rimaste insolute), pretendere, per eventuali ulteriori forniture, il pagamento anticipato o alla consegna oppure, in alternativa, il rilascio d’una garanzia bancaria e/o personale.

 

Troppo spesso, ho infatti visto delle aziende italiane continuare a fornire i propri prodotti a clienti francesi, i quali già non avevano onorato varie fatture precedenti. Questo comportamento imprudente è spesso giustificato dalla volontà di mantenere, ad ogni costo, il cliente ed il relativo flusso commerciale.

 

Tutto ciò, ha però un amaro rovescio della medaglia : il cliente francese (solitamente una società a responsabilità limitata con un capitale sociale di soli € 7.620) opta per il fallimento[2] ed all’azienda italiana non resta altro che insinuarsi al passivo[3], sperando, nel migliore dei casi, in un pagamento in dieci annualità[4] !

 

Al fine poi di facilitare il recupero del credito in caso di problema, è essenzialmente consigliabile che :

 

- la documentazione attestante l’esistenza stessa del credito sia il più possibile completa e si componga quindi di : ordine, conferma d’ordine, fattura e bolla di consegna ;

 

- su tutta la documentazione contrattuale proveniente dal venditore appaiano le condizioni generali di vendita accettate per iscritto dall’acquirente. All’interno delle condizioni generali di vendita, dovrebbe poi essere presente una clausola di riserva di proprietà[5] (opponibile in Francia anche ad eventuali procedure concorsuali), rispettando il seguente formalismo :

 

a) Vendite a clienti occasionali

 

La clausola di riserva di proprietà deve apparire in modo evidente (ad esempio, utilizzando particolari caratteri tipografici) sulle proposte contrattuali, sulle ricevute, sulle conferme d’ordine, sulle bolle di consegna, sulle fatture ed essere esplicitamente accettata per iscritto dall’acquirente.

 

E’, inoltre, necessaria una dettagliata descrizione dei beni oggetto della vendita, nonché, se possibile, l’apposizione sugli stessi d’un segno distintivo.

 

b) Vendite a clienti abituali

 

In questo caso, è sufficiente che il documento, su cui figura la clausola di riserva di proprietà, riceva l’espressa accettazione scritta dell’acquirente.

 

Concludendo sul tema delle precauzioni da adottare, occorre spendere qualche parola sulle cambiali[6] che l’azienda italiana considera talvolta come una sorta di garanzia che le potrebbe consentire di recuperare più agevolmente il proprio credito.

 

Se in Italia, la cambiale (soprattutto se protestata) può effettivamente agevolare il recupero del credito (permettendo di procedere subito all’esecuzione forzata), ciò non è così in Francia dove la “lettre de change” accettata non costituisce mai un titolo esecutivo. Essa consente tutt’al più di procedere a degli atti conservativi sul patrimonio del debitore che però devono sempre essere seguiti (entro trenta giorni) dall’avvio d’una procedura giudiziaria diretta all’ottenimento d’un titolo esecutivo (che, come vedremo in prosieguo, può essere costuito o da un decreto ingiuntivo o da un’ordinanza o da una sentenza).

 

B. MISURE E PROCEDURE DA AVVIARSI PER IL RECUPERO DEL CREDITO

 

1. Fase precontenziosa

 

In Francia, il principale atto da porre in essere durante questa fase è l’invio d’una lettera di messa in mora che, ai sensi dell’articolo 1153 del codice civile francese, provoca la decorrenza degli interessi[7].

 

Essa serve pure a dimostrare all’autorità giudiziaria che si è tentato un recupero diretto del credito.

 

Contestualmente, qualora ne ricorrano le condizioni[8], il creditore può procedere, con l’ausilio d’un ufficiale giudiziario[9], a degli atti conservativi quali, ad esempio: sequestri di somme depositate su un conto corrente bancario, sequestri di mobili e/o d’immobili, ecc.

 

2. Fase contenziosa

 

In via preliminare, occorre indicare che, per tutte le procedure di fronte al Tribunale di Commercio[10], non è necessario il patrocinio d’un legale. In linea teorica, quindi, l’impresa anche italiana può adire da sola questa giurisdizione, risparmiando così i costi d’un avvocato.

 

In pratica, il ricorso ad un legale è consigliabile[11] soprattutto per tutte le procedure che si svolgono in maniera contraddittoria.

 

Esaminiamo ora i singoli procedimenti esperibili per il recupero d’un credito:

 

Decreto ingiuntivo

 

Il ricorso[12] per decreto ingiuntivo deve essere presentato (anche a mezzo posta) alla Cancelleria del Tribunale di Commercio del luogo in cui il debitore ha la propria sede. Se la documentazione allegata viene considerata sufficiente, il decreto ingiuntivo ordinante il pagamento della somma dovuta viene emesso in circa dieci – quindici giorni.

 

Questa procedura ha:

 

- il vantaggio di essere veloce e poco costosa (globalmente € 200 - € 300);

 

- il difetto che il debitore in malafede può opporsi al decreto (con una mera dichiarazione, senza dovere in alcun modo motivare la propria opposizione) entro il termine di venti giorni dalla notifica dello stesso da parte dell’Ufficiale Giudiziario.

 

Quest’opposizione apre una causa ordinaria[13] che ha un costo relativamente elevato (mediamente € 1.500 - € 3.000) ed una durata di circa otto – dodici mesi.

 

All’esito di questo giudizio, verrà pronunciata la sentenza che, se confermativa del decreto e dichiarata provvisoriamente esecutiva[14], permetterà poi di passare alla fase appunto esecutiva.

La procedura per decreto ingiuntivo, a causa della possibilità che il debitore proponga delle opposizioni immotivate e meramente dilatorie, è di fatto utilizzata per il recupero di crediti di piccola entità (solitamente, sino ad € 5.000).

 

Référé provision

 

Si tratta d’un procedimento rapido (destinato a concludersi con un’ordinanza) e tipico dell’ordinamento francese.

 

Esso si svolge in contraddittorio fra le parti e si esaurisce solitamente in un’unica udienza nel corso della quale il creditore (che, per utilizzare questo procedimento con speranze di successo, deve documentare in modo completo il proprio credito ed essere al riparo da eccezioni del debitore che possano avere una parvenza di serietà[15]) deve tentare di dimostrare in modo incontrovertibile la fondatezza della propria pretesa.

 

La procedura viene avviata con un normale atto di citazione davanti al Tribunale di Commercio[16] del luogo dove ha sede il debitore.

 

Essa ha:

 

- il vantaggio di essere rapida (la decisione – in questo caso provvisoriamente esecutiva per legge – viene pronunciata nel contraddittorio delle parti entro un termine di circa venti – trenta giorni dal momento della notifica della citazione) e non eccessivamente costosa.

L’ordinanza emessa, inoltre, essendo provvisoriamente esecutiva, viene raramente impugnata.

 

- il difetto che, nel caso in cui la documentazione comprovante il credito sia ritenuta insufficiente o se il debitore solleva contestazioni d’una qualche serietà, il giudice accerta l’esistenza d’una “contestation réelle et sérieuse” ed invita l’attore a promuovere una causa ordinaria, il che naturalmente comporta una perdita di tempo ed un aggravio di costi.

 

Causa ordinaria

 

Come sopra indicato, nel caso in cui la documentazione comprovante il credito appaia insufficiente o vi sia il rischio che il debitore possa sollevare delle contestazioni serie, occorre promuovere una causa ordinaria davanti al Tribunale di Commercio competente.

 

La durata media della causa è, in primo grado, di circa otto – dodici mesi.

 

Occorre pure precisare che la decisione pronunciata in primo grado è raramente dichiarata provvisoriamente esecutiva e, quindi, in caso d’impugnazione, essa può essere eseguita solo all’esito dell’appello (il quale, in media, dura diciotto – ventiquattro mesi).

 

Esecuzione

 

Qualora il debitore condannato al pagamento non versi il dovuto spontaneamente, occorre procedere all’esecuzione forzata della decisione ottenuta.

 

La competenza per tale procedura spetta all’Ufficiale Giudiziario che la dirige totalmente, pressoché senza intervento del legale.

 

Mediamente, in Francia, l’esito delle procedure esecutive è più soddisfacente che in Italia.

 

I costi del contenzioso

 

In Francia, gli onorari d’avvocati sono liberi e, contrariamente a quanto avviene in Italia, non vi è una tariffa professionale.

 

I rapporti economici legale – cliente sono solitamente disciplinati da un accordo scritto in cui possono essere previste tre diverse modalità di calcolo degli onorari:

 

- tariffa oraria (ad un tasso variabile, a Parigi, da € 215 ad € 400 l’ora);

 

- forfait sulla singola pratica o mensile per tutta l’attività svolta in favore d’un determinato cliente;

 

- un ridotto forfait sulla singola pratica a cui s’aggiunge un patto di quota lite secondo cui al legale spetta una percentuale (di solito il 10%) delle somme che egli ha fatto recuperare al proprio cliente o che egli ha evitato al cliente di dover pagare.

 

Il costo delle procedure sopra citate può essere così valutato in maniera approssimativa:

 

a) Decreto ingiuntivo

 

- Onorari d’avvocato: € 120;

- Spese di Cancelleria: € 30;

- Costo notifica ingiunzione: € 80

 

b) Référé provision

 

- Onorari d’avvocato: € 1.200 – € 1.500;

- Spese di cancelleria: € 35 – € 45;

- Costo notifica citazione ed ordinanza di pagamento: € 150

 

c) Azione di merito

 

- Onorari d’avvocato: € 1.500 - € 3.000;

- Spese di Cancelleria: € 35 – € 45;

- Costo notifica citazione e sentenza: € 150

 

d) Azione esecutiva

 

- Onorari d’avvocato: € 100 - € 200;

- Onorari ufficiale giudiziario calcolati in percentuale della somma da recuperare e in funzione dell’esito della procedura esecutiva.

 

A titolo di conclusione, indico:

 

a) una nota positiva del sistema francese: la fiscalità è pressocché assente nel contenzioso giudiziario. In Francia, infatti, non vi è: alcuna marca da bollo da applicare sugli atti, alcun contributo unificato o tassa di registro da versare.

 

b) una nota invece negativa. Diversamente da quanto avviene in Italia, la parte soccombente in un giudizio, in Francia, non viene mai condannata al rimborso delle spese legali realmente pagate dalla controparte. Il soccombente viene solitamente condannato al semplice versamento di un’indennità forfettaria corrispondnete tutt’al più al 30% degli oneri effettivamente sopportati dalla parte vincitrice.

 

 

 

MASSIMO ARGAN

Avocat à la Cour, Paris – Avvocato, Torino

 



[1] Per la Francia, si consiglia il sito : www.infogreffe.fr

[2] Deposita il bilancio, come si dice in Francia. Questa prassi è molto diffusa in Francia e spesso gli amministratori (nei cui confronti non vengono quasi mai promosse azioni di responsabilità o irrogate sanzioni) d’una società in difficoltà preferiscono depositare il bilancio ed avviare poi una nuova attività con una diversa ragione sociale.

[3] Entro quattro mesi dalla data di apertura della procedura concorsuale.

[4] Qualche breve cenno sulle procedure concorsuali in Francia. Successivamente al deposito del bilancio presso il Tribunale di Commercio competente, questo dichiara lo stato d’insolvenza della società ed apre la procedura di « redressement judiciaire ». Quest’ultima ha lo scopo di verificare se l’attività della società in difficoltà possa essere mantenuta e può avere una durata molto varia ; essa può concludersi essenzialmente in tre diversi modi :

a) l’azienda non è « vivibile » e si passa allora alla « liquidation judiciare » (smantellamento dell’attività – vendita dell’attivo – pagamento del passivo con il ricavato). In quest’ipotesi, analogamente a quanto avviene in Italia, i creditori chirografari hanno poche speranze di essere pagati ;

b) l’azienda è vivibile e viene allora predisposto un « plan de continuation » : l’attività riprende ed i creditori vengono solitamente pagati in almeno dieci annualità senza interessi ;

c) l’azienda è vivibile e viene ceduta. Il soggetto subentrante beneficia anch’egli d’un « plan de continuation » ed anche qui il pagamento dei creditori viene dilazionato su molti anni.

[5] Propongo un testo di clausola di riserva di proprietà : « Il est expressément stipulé, à titre de condition essentielle de toutes les ventes conclues entre le vendeur et l’acheteur, faute de quoi celles-ci ne l’auraient pas été, que le transfert de propriété de la marchandise livrée est suspendu au paiement intégral du prix et des accessoires par l’acheteur qui, jusqu’au dit paiement intégral, s’oblige à ne pas en disposer par quelque moyen que ce soit et à informer immédiatement le vendeur de tous faits de tiers ayant pour objet ou pour effet de porter atteinte au droit de propriété du vendeur. La remise d’effets de commerce ne vaut paiement qu’à leur encaissement effectif. Le transfert des risques s’effectue toutefois à la prise en charge de l’acheteur, dès la mise à disposition de la marchandise. L’acheteur n’est autorisé à revendre les marchandises, dans le cadre de son commerce normal, que lorsque :

a) il n’a aucun retard de paiement à l’égard du vendeur ;

b) il a stipulé, avec ses propres acheteurs, une clause de réserve de propriété, dont les dispositions sont au moins aussi contraignantes que les présentes.

L’acheteur s’engage, à première demande du vendeur, à accomplir, à ses frais, toutes les formalités nécessaires pour que ce dernier puisse opposer ses droits à tous tiers. A défaut d’exécution par l’acheteur desdites formalités, le vendeur se réserve de les accomplir aux frais de l’acheteur, qui s’oblige à fournir tous les renseignements nécessaires à cet effet, ce dernier y étant contraint, s’il y a lieu, par une simple ordonnance de référé. Si l’acheteur revend les marchandises avant complet paiement, la vente conclue entre le vendeur et l’acheteur se trouvera résolue de plein droit et sans formalité et l’acheteur sera censé avoir revendu les marchandises pour le compte du vendeur. Les acomptes déjà versés par l’acheteur se compenseront alors automatiquement avec les sommes dues au titre de la vente effectuée pour le compte du vendeur. En cas de transformation, modifications, usinage, incorporation ou combinaison de la marchandise avec d’autres produits, la vente conclue entre le vendeur et l’acheteur se trouvera résolue de plein droit et sans formalité, et les opérations de transformation, modification, usinage, incorporation ou combinaison avec d’autres produits seront censées avoir été réalisée pour le compte du vendeur ».

[6] Lettre de change

[7] A questo proposito, rammento che invece, in Italia, ai sensi dell’articolo 1282 del codice civile, “ i crediti liquidi ed esigibili di somme di danaro producono interessi di pieno diritto”. In Francia, attualmente, il tasso annuo dell’interesse legale è pari al 2,27% ed è comunque possibile prevedere, nelle condizioni generali di vendita, degli interessi convenzionali ad un tasso che non deve superare quello dell’usura (solitamente, si prevede  che il tasso degli interessi convenzionali è pari a quello legale aumentato di cinque punti).

[8] Il creditore è in possesso d’una cambiale accettata e, in tal caso, può direttamente procedere ad atti conservativi senza la previa autorizzazione del Tribunale. In alternativa, può sollecitare l’autorizzazione (rilasciata all’insaputa del debitore con una certa facilità) del Tribunale a procedere in via cautelare, dimostrando l’apparente fondatezza della propria domanda (fumus boni iuris) e l’esistenza d’un pericolo nel ritardo (periculum in mora).

[9] In Francia, l’ufficiale giudiziario è un libero professionista che, nelle procedure esecutive, è remunerato, almeno in parte, in maniera proporzionale rispetto all’entità delle somme recuperate. Questo spiega la maggior efficienza degli ufficiali giudiziari francesi rispetto a quelli italiani ...

[10] Esso è competente per tutte le vertenze fra commercianti e/o derivanti da un atto di commercio.

[11] L’azienda italiana, se già in Italia, è spesso in difficoltà a capire i meccanismi della giustizia, in Francia (dove per di più il processo si fonda sul principio della discussione orale della causa) incontrerebbe maggiori problemi con il rischio di cadere in uno dei tanti tranelli di cui è piena la procedura civile francese. 

[12] In pratica, si tratta d’un semplice modulo (scaricabile su Internet) che deve essere completato e corredato della documentazione necessaria (ordine, conferma d’ordine, bolla di consegna, fattura, lettera di messa in mora). Per la sua semplicità, questa procedura è l’unica realmente esperibile direttamente da un’azienda senza l’ausilio d’un legale.

[13] In Francia, contrariamente a quanto avviene in Italia, il giudicante non ha la facoltà di dichiarare, in corso di causa, la provvisoria esecutorietà dell’ingiunzione opposta.

[14] In Francia, le sentenze di primo grado non sono per legge tutte provvisoriamente esecutive. Ai sensi dell’articolo 515 del codice di procedura civile francese, il giudice ha la facoltà discrezionale di pronunciare la provvisoria esecutorietà d’una decisione quando lo “ritenga necessario e compatibile con la natura della causa”.

[15] Queste eventuali eccezioni possono, ad esempio, riguardare il rispetto dei termini di consegna oppure la conformità della merce consegnata rispetto a quella ordinata oppure ancora la presenza di difetti, ecc.

[16] La data dell’udienza in vista della quale viene notificata la citazione viene previamente indicata dal Tribunale stesso.